GRANITA SICILIANA CON BRIOCHE – la storia e le ricette

La granita siciliana, per i siciliani, è l’astrazione di un momento: può essere colazione, pranzo o cena, senza differenze.
Tutto questo, semplicemente perchè, la granita: con la brioche è un pasto completo, senza è una merenda, mezza granita è solo un “passabocca”, nel tè è rinfrescante, nel caffè freddo è puro capriccio.

E’ un momento di condivisione, tra un “tuffo” di brioche e l’altro, in cui tutto diventa leggero e gioviale purchè, però, non si tocchi il “tuppo” ( tipica pallina in cima alla brioche) .
In Sicilia, se qualcuno ti offre il “tuppo”, è una dichiarazione d’amore!!!

storia della granita siciliana

ricetta della granita siciliana e della brioche col “tuppo”

Detto ciò, facciamo un tuffo nel passato e torniamo alle origini di questa tradizione culinaria chiedendoci:

COME NASCE LA GRANITA SICILIANA?

Le origini della granita siciliana possono rinvenirsi nella tradizione araba dello Sherbet, una bevanda ghiacciata aromatizzata con succhi di frutta o acqua di rose.

Durante il Medioevo, in Sicilia, nacque e si sviluppò la figura dei “nevaroli”.
Questi, durante la stagione invernale, provvedevano alla raccolta ed alla conservazione della neve raccolta ad alta quota, sull’Etna, sui monti Peloritani, Iblei e sui Nebrodi.
La neve raccolta veniva gelosamente conservata nelle “neviere” che, sull’Etna, ad esempio, potevano presentarsi come appositi fossi scavati nel terreno e ricoperti con cenere vulcanica o come grotte vulcaniche naturali.

Le neviere artificiali, dette “tacche murate” (fonte foto: http://www.etnanatura.it/emergency/altro/dettaglio.php?codice=2

Nella stagione estiva, la neve raccolta sull’Etna veniva compattata e trasportata, avvolta da paglia e felci, su carretti o muli, fino alla costa. Le famiglie benestanti, spesso, possedevano delle “neviere private” ubicate in anfratti naturali presenti nelle proprie tenute, dove per tutta la stagione estiva veniva conservata la neve acquistata dai “nevaroli”.

La neve trasportata a dorso d’asino dalle sciare dell’Etna a valle. Fonte http://www.lapisnet.it/eventi/acireale/neviere-e-nevaroli-di-sicilia-viaggio-nella-storia-della-granita-artigianale-siciliana.htm

La neve, trasportata dalla “muntagna”, veniva grattata e vi si versavano sopra succo di limone, sciroppi di frutta o di fiori. Nasce così la cosiddetta “rattata”.

Questo procedimento (ad oggi perpetrato per la preparazione della  “grattachecca romana”), è rimasto invariato fino al XVI secolo. Fu proprio in questo momento che si scoprì la capacità del sale marino di non fare “ghiacciare” la neve.
La neve, dunque, mista al sale marino, passò dall’essere ingrediente ad essere uno strumento refrigerante per la preparazione della granita.

Il miglioramento nella produzione si deve all’invenzione del pozzetto: un tino di legno nel quale si inseriva un secchiello di zinco che veniva continuamente girato con una manovella.
L’intercapedine tra il contenitore di legno ed il contenitore di zinco, veniva riempita con la miscela di sale e neve contenuta all’interno di un sacco di juta arrotolato e pressato.
La miscela di neve e sale serviva a congelare il contenuto del pozzetto di zinco, per sottrazione di calore. Contemporaneamente, il movimento rotatorio di alcune palette poste all’interno del secchiello di zinco, impediva la formazione di cristalli di ghiaccio troppo grossi.

Nasce così la vera e propria “Granita Siciliana” la cui prerogativa e caratteristica principale consiste proprio nella consistenza “a fiocchi” del prodotto finito.
Soffice e cremosa al palato, nata da una base di acqua (che ha sostituito nei secoli la neve), zucchero/miele e frutta, la granita “al pozzetto” ha soppiantato nei secoli la “rattata”.

Nel corso del XX secolo, l’avvento delle moderne tecnologie ha determinato il totale superamento dell’utilizzo della neve – sia come ingrediente, sia come refrigerante – nella produzione della “Tradizionale Granita Siciliana”.
Il pozzetto a neve è stato, infatti, sostituito dalla gelatiera, consentendo di produrre l’impasto cremoso, tipico della “Granita Siciliana”, in cui ogni “fiocco” ghiacciato, piccolo ed impalpabile, racchiude gli aromi ed i sapori di una Terra e della sua storia.

LE RICETTE DI DOPPIADOSE.COM

Dopo avervi raccontato le origini e la storia della granita, siamo impazienti di condividere con voi le ricette delle nostre granite e delle loro immancabili compagne, le brioches col “tuppo”!!!!

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