BEER CATANIA 2018 – Spring – COME NASCE LA BIRRA IN SICILIA

Cosa c’è di meglio per concludere il primo weekend veramente torrido della stagione, di una buona birra fresca?
Il fine settimana perfetto per il Beer Catania – Spring edition 2018!!!
Racchiuse nella splendida cornice della corte del Palazzo Ardizzone – Gioieni di Catania, decine di birre esclusive e di sapori tipici dello street food siciliano, mescolano i loro profumi alla musica ed al chiacchiericcio dei visitatori.
Ottima l’idea di fornire dei bicchieri in vetro ai partecipanti (di cui noi ci siamo muniti immediatamente), con la possibilità di risciacquarli all’occorrenza grazie ad un’apposita piattaforma predisposta al centro della manifestazione.
Appena entrati, abbiamo dedicato del tempo ad osservare e conoscere i vari stand, scoprendo una varietà di birre davvero sorprendente.
Curiosi di conoscere le nostre scelte?
Io e Andrea abbiamo assaggiato 3 birre di 3 diversi produttori: la Fumo Lento del birrificio East Side Brewing; la Ambra di Irias e la Medusa del birrificio Epica.

1) La Fumo Lento è una Smoked Baltic Porter ( link Porter), dalla gradazione alcolica abbastanza elevata ( 7,5%), e dal sapore molto particolare. Al naso risalta l’affumicato, con note di liquirizia, caffè e nocciola mentre, al palato, è chiaro il gusto del caffè tostato e dell’orzo, in cui si affacciano lievemente le note della liquirizia.
Questa birra si abbina perfettamente a piatti di carne, verdure grigliate, formaggi stagionati e, perchè no, potrebbe accompagnare anche una golosa fetta di dolce.

2) La Ambra del birrificio Irias è stata una vera sorpresa. Soprattutto perchè volevamo assaggiare la “Cincu Tumminia”, birra ai grani antichi siciliani ed invece, inaspettatamente, ci siamo ritrovati con quest’altra birra, bionda, dal sapore agrumato ed aromatizzata allo zenzero, dissetante, dalla gradazione leggera (circa 4,5%) ed ideale per accompagnare le patatine fritte nel “coppo”.

3) La Medusa di Epica è certamente un must. Si tratta di una Abbey Dubbel, ad alta fermentazione, dall’aspetto ambrato e dalla gradazione alta (8%). La schiuma color cappuccino è soffice e corposa, mentre le note del caramello che si distinguono al palato, si armonizzano perfettamente con l’amaro del luppolo, creando un vortice di sapori davvero unico. Top.

Ma in mezzo a quel turbinio di luci, suoni, chiacchiericci e profumi, mi sono chiesta: quando nasce la cultura della birra in Sicilia?
L’orzo è il primo cereale coltivato e, passando per i Fenici, i Sumeri, i Babilonesi ed i Celti, le prime tracce di produzione industriale di birra si hanno intorno all’Anno Mille in Germania, dove nasce la figura del “mastro birraio”. I monaci tedeschi hanno ordinato le fasi di produzione e sono stati i primi ad utilizzare il luppolo.
In Italia, la birra è conosciuta già dagli Etruschi, tuttavia la prima birra di produzione italiana, non importata, si è avuta nel ‘700.
I primi birrifici italiani si hanno esclusivamente nel nord Italia, grazie all’influenza dell’arte birraia austriaca.
Ma veniamo al punto, quando e come nasce la cultura della produzione di birra in Sicilia?
I primi Microbirrifici di Sicilia, nascono nei primi anni del 2000, aumentando esponenzialmente di numero dal 2010 in poi.
Ciò che realmente colpisce della produzione birraia del nostro territorio è l’introduzione, nella produzione, dei prodotti e delle essenze tipiche della nostra isola.
Un concetto che ci riporta a ciò che siamo: assetati di conoscenza, di cultura, di sapere. Spugne che nel corso dei secoli hanno assorbito culture, sapori, tradizioni di popoli venuti per conquistare e rimasti conquistati.
Il tutto, rielaborato con l’inventiva tutta sicula, pronta a regalare allo “straniero” tratti di “nostranità”.
E dopo secoli di colonizzazioni ed invasioni, permane in questa terra di idee, qualcosa che si spinge oltre l’istinto di conservazione e diventa spirito di arricchimento.
E di accoglienza.

 

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